17 novembre, la mobilitazione degli studenti fermani
In occasione della giornata mondiale della mobilitazione studentesca, siamo scesi in piazza anche a Fermo, 500 studenti partiti dal Liceo Scientifico fino al San Carlo.
Vogliamo dare un segnale forte al governo e alle logiche liberiste e privatiste della BCE.
La nuova lettera della BCE al governo Italiano prevede l’eliminazione del tetto massimo del 20% rispetto al fondo di finanziamento ordinario per le tasse studentesche e l’introduzione consistente del Prestito d’Onore.
Questi due provvedimenti provocheranno l’innalzamento delle tasse universitarie e metteranno lo studente nella difficile condizione di poter restituire il prestito, considerando che la disoccupazione giovanile tocca nel nostro paese il 30% .
Tutto questo accompagnato dallo smantellamento del diritto allo studio porterà lo studente a vivere una condizione precaria sin da subito, ad essere vittima di ricatti lavorativi, e sancirà il ritorno ad un sistema scolastico e universitario classista.
Il 17 Novembre è una data fondamentale per il movimento studentesco.
Siamo in piazza dal Cile alla Grecia per difendere il diritto allo studio e la cultura, con la volontà di cambiare questo sistema economico e sociale, contro le logiche del profitto e la mercificazione dei saperi.
Vogliamo portare le nostre rivendicazioni nelle strade, tra la cittadinanza, è importante che tutti comprendano il ruolo fondamentale della cultura in questo momento di crisi.
Solo investendo nel sistema dei saperi, nella ricerca scientifica e difendendo il lavoro e i lavoratori, possiamo contrastare le politiche liberiste della BCE che mirano a smantellare i diritti conquistati in anni di lotte e rivendicazioni. Per la prima volta la nostra generazione si trova a vivere una condizione peggiore rispetto alla generazione precedente. La precarietà come modello dominante di lavoro ma anche di vita, la disoccupazione giovanile al 30%, sono segnali di come questo sistema non funzioni e di quanto sia necessario costruire un’ alternativa a un modello che vuole reggersi sulle spalle dei più deboli, degli studenti, dei lavoratori, dei precari.
Un sistema fondato sulle logiche del profitto non si cancella dopo la caduta di un Governo, pessimo che sia, ma costruendo l’alternativa giorno dopo giorno e noi oggi stiamo facendo questo a patire da punti semplici e diretti:
Vogliamo più spazi di democrazia e confronto nelle nostre scuole.
Vogliamo che siano destinati all’istruzione risorse almeno pari alla media europea.
Vogliamo che sia previsto l’obbligo scolastico fino a 18 anni, garantendo la gratuità della scuola, compresi i libri di testo, con l’obiettivo di portare tutti i giovani almeno al diploma superiore.
Vogliamo agevolazioni sui consumi culturali e la gratuità dei trasporti per gli studenti pendolari.
Vogliamo valorizzare il ruolo degli insegnanti, con retribuzioni di livello europeo, e vogliamo la stabilizzazione del lavoro di tutti i docenti precari.
Vogliamo che sia garantito il tempo pieno nell’insegnamento elementare.
Vogliamo che sia garantito il diritto all’istruzione dei figli dei migranti.
Vogliamo più fondi per il diritto allo studio, per le borse di studio.
Vogliamo che l’investimento per la ricerca sia pari alla media europea per il 2010.
Realizzare questi punti è possibile, solo se a pagare la crisi siano i più ricchi.
Dobbiamo lottare contro i finanziamenti militari, contro le guerre imperialiste, dobbiamo chiedere che vengano tagliati i finanziamenti pubblici alle scuole private.
E’ necessario ribadire l’importanza di una tassa patrimoniale per i redditi più alti e di una campagna seria di lotta all’evasione che ogni anno arriva a pesare 120 miliardi di euro; dobbiamo contrastare la mafia che detiene l’8% del PIL e insulta la democrazia e la dignità delle persone. Da questi punti, oggi, rilanciamo la nostra lotta: il futuro non è scritto!
Fgci Provincia di Fermo
Ribalta-Alternativa ribelle-Fermo
www.fgci.comunisti-fermano.it
http://ribaltalinformazione.wordpress.com

Vogliamo dare un segnale forte al governo e alle logiche liberiste e privatiste della BCE.
La nuova lettera della BCE al governo Italiano prevede l’eliminazione del tetto massimo del 20% rispetto al fondo di finanziamento ordinario per le tasse studentesche e l’introduzione consistente del Prestito d’Onore.
Questi due provvedimenti provocheranno l’innalzamento delle tasse universitarie e metteranno lo studente nella difficile condizione di poter restituire il prestito, considerando che la disoccupazione giovanile tocca nel nostro paese il 30% .
Tutto questo accompagnato dallo smantellamento del diritto allo studio porterà lo studente a vivere una condizione precaria sin da subito, ad essere vittima di ricatti lavorativi, e sancirà il ritorno ad un sistema scolastico e universitario classista.
Il 17 Novembre è una data fondamentale per il movimento studentesco.
Siamo in piazza dal Cile alla Grecia per difendere il diritto allo studio e la cultura, con la volontà di cambiare questo sistema economico e sociale, contro le logiche del profitto e la mercificazione dei saperi.
Vogliamo portare le nostre rivendicazioni nelle strade, tra la cittadinanza, è importante che tutti comprendano il ruolo fondamentale della cultura in questo momento di crisi.
Solo investendo nel sistema dei saperi, nella ricerca scientifica e difendendo il lavoro e i lavoratori, possiamo contrastare le politiche liberiste della BCE che mirano a smantellare i diritti conquistati in anni di lotte e rivendicazioni. Per la prima volta la nostra generazione si trova a vivere una condizione peggiore rispetto alla generazione precedente. La precarietà come modello dominante di lavoro ma anche di vita, la disoccupazione giovanile al 30%, sono segnali di come questo sistema non funzioni e di quanto sia necessario costruire un’ alternativa a un modello che vuole reggersi sulle spalle dei più deboli, degli studenti, dei lavoratori, dei precari.
Un sistema fondato sulle logiche del profitto non si cancella dopo la caduta di un Governo, pessimo che sia, ma costruendo l’alternativa giorno dopo giorno e noi oggi stiamo facendo questo a patire da punti semplici e diretti:
Vogliamo più spazi di democrazia e confronto nelle nostre scuole.
Vogliamo che siano destinati all’istruzione risorse almeno pari alla media europea.
Vogliamo che sia previsto l’obbligo scolastico fino a 18 anni, garantendo la gratuità della scuola, compresi i libri di testo, con l’obiettivo di portare tutti i giovani almeno al diploma superiore.
Vogliamo agevolazioni sui consumi culturali e la gratuità dei trasporti per gli studenti pendolari.
Vogliamo valorizzare il ruolo degli insegnanti, con retribuzioni di livello europeo, e vogliamo la stabilizzazione del lavoro di tutti i docenti precari.
Vogliamo che sia garantito il tempo pieno nell’insegnamento elementare.
Vogliamo che sia garantito il diritto all’istruzione dei figli dei migranti.
Vogliamo più fondi per il diritto allo studio, per le borse di studio.
Vogliamo che l’investimento per la ricerca sia pari alla media europea per il 2010.
Realizzare questi punti è possibile, solo se a pagare la crisi siano i più ricchi.
Dobbiamo lottare contro i finanziamenti militari, contro le guerre imperialiste, dobbiamo chiedere che vengano tagliati i finanziamenti pubblici alle scuole private.
E’ necessario ribadire l’importanza di una tassa patrimoniale per i redditi più alti e di una campagna seria di lotta all’evasione che ogni anno arriva a pesare 120 miliardi di euro; dobbiamo contrastare la mafia che detiene l’8% del PIL e insulta la democrazia e la dignità delle persone. Da questi punti, oggi, rilanciamo la nostra lotta: il futuro non è scritto!
Fgci Provincia di Fermo
Ribalta-Alternativa ribelle-Fermo
www.fgci.comunisti-fermano.it
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Blitz di FGCI - RibAlta nelle scuole fermane

La data di oggi rappresenta la prima risposta del movimento studentesco dopo la giornata europea di mobilitazione del 15 Ottobre. Una risposta che porta con se il carico politico di quella data, più di 550.000 manifestanti scesi in piazza per rivendicare giustizia sociale e diritti contro le logiche anti-democratiche della Banca Centrale Europea che, assecondata dal governo Berlusconi, ha messo in atto una vera e propria "macelleria sociale" colpendo lavoratori, precari, studenti e tutte le classi più deboli.
Nonostante il tentativo di screditare quella giornata attraverso l'azione violenta da parte di gruppi estranei al movimento, la voce di migliaia di persone che lottano, giorno dopo giorno nei luoghi di lavoro e di studio, contro le logiche del profitto e il capitalismo finanziario non si è spenta.
Noi rifiutiamo le logiche privatistiche e liberiste della BCE e proprio per questo oggi continuiamo a far sentire la nostra voce, ribadendo la necessità di un Sistema scolastico e universitario pubblico, accessibile e di qualità.
La cultura e i saperi devono tornare al centro del dibattito per la costruzione di un sistema politico e sociale alternativo. Noi manifestiamo contro un sistema che colpisce le classi sociali più deboli e difende gli interessi dei più ricchi , smantella i diritti dei lavoratori, attacca la cultura, toglie finanziamenti alla ricerca scientifica, mercifica i saperi, insulta la nostra costituzione portando avanti guerre imperialiste che limitano il diritto all'autodeterminazione dei popoli, rende precarie le vite di una generazione sottoposta al ricatto lavorativo.
Vogliamo che siano destinati all'istruzione risorse almeno pari alla media europea.
Vogliamo che sia previsto l'obbligo scolastico fino a 18 anni, garantendo la gratuità della scuola, compresi i libri di testo, con l'obiettivo di portare tutti i giovani almeno al diploma superiore.
Vogliamo agevolazioni sui consumi culturali e la gratuità dei trasporti per gli studenti pendolari.
Vogliamo valorizzare il ruolo degli insegnanti, con retribuzioni di livello europeo e vogliamo la stabilizzazione del lavoro di tutti i docenti precari.
Vogliamo che sia garantito il tempo pieno nell'insegnamento elementare.
Vogliamo che sia garantito il diritto all'istruzione dei figli dei migranti.
Vogliamo più fondi per il diritto allo studio, per le borse di studio.
Vogliamo che l'investimento per la ricerca sia pari alla media europea per il 2010. (3% del Pil)
Cambiare ora, cambiare subito si può: tassa patrimoniale per i redditi più alti, lotta all'evasione e al lavoro nero, redistribuzione dei finanziamenti a fondo perduto alle imprese e delle spese militari al sistema scolastico, universitario, della ricerca e in difesa del lavoro!
Nonostante un governo sordo e autoritario, noi continueremo a scendere nelle strade e nelle piazze. Quello che è successo ieri a Roma, dove una manifestazione pacifica è stata bloccata dalle forze dell'ordine con la violenza, non fermerà la volontà di cambiare.
Non sarà chi vuole reprimere le nostre rivendicazioni con la forza a screditare le nostre idee... Verso la società della conoscenza!
FGCI (Federazione Giovanile Comunisti Italiani)
Ribalta - Alternativa ribelle
Fermo, 4 novembre 2011



